Posted on: 10 Agosto 2021 Posted by: collettivo soleluna Comments: 0

Al decollo a fine novembre sulle ali di un nuovo album, Jovanotti sembra intenzionato a regalarsi l’estate prossima un altro Beach Party con (eclatante) atterraggio alle porte di Milano. Dopo la festa di Linate, il ragazzo fortunato, pare intenzionato a puntare sull’Aeroporto Clerici di Bresso.

La data? Con buona probabilità, venerdì 16 o sabato 17 settembre 2022. E se nel 2019 sulla pista (in rifacimento) del Forlanini era riuscito a richiamare 74.128 spettatori, a Bresso l’obiettivo di Lorenzo potrebbe essere 100 mila. Certo è che l’hinterland milanese farà da epilogo pure stavolta al peregrinare del Jova Beach Party da un capo all’altro d’Italia. A svelare involontariamente i piani di questo clamoroso ritorno è stato un paio di settimane fa l’assessore al turismo di Barletta Oronzo Cilli annunciando, a latere di una conferenza stampa sulla stagione culturale estiva del capoluogo pugliese, trattative in corso per riportare il kolossal balneare dell’entertainer cortonese sul lungomare Pietro Mennea.

Anticipazione a suo modo confermata da Jovanotti stesso all’interno di un lungo post su Instagram ammettendo: “Dire di sì alla vita, questo è il senso dell’estate per me, che è domanda e risposta, e noi vivi nel mezzo a danzare quando parte la musica. Qui da dove sto scrivendo stiamo progettando l’estate 2022, siete avvisati, ma intanto benvenuta estate 2021!“.

Due anni fa con 17 concerti in 15 località diverse il “tour pazzo” (definizione sua) riuscì a richiamare 567.181 spettatori, mettendo in cassa oltre 29 milioni di euro. Cifra enorme, anche se insufficiente a coprire le spese titaniche di una città viaggiante nei rimorchi di 52 autoarticolati capaci di mangiarsi oltre 7 mila chilometri di strada ciascuno. Stavolta una diversa gestione dei calendari e la possibilità di raddoppiare le repliche su diverse spiagge dovrebbero garantire risultati migliori.

Questo, naturalmente, a patto di correggere gli errori fatti nel primo Jova Beach Party, arrivato fino al (provvidenziale) colpo di coda di Linate con perdite tra i 170 e i 200mila euro a data nonostante una sfilza di sold-out lunga così. Il più grave di tutti, quello di confrontarsi con realtà ambientali complesse quali le spiagge coi ritmi e i tempi lavorativi delle tournée ordinarie; abbaglio che comportò la lievitazione dei costi di produzione da 1 ad 1,5 milioni di euro a concerto con bilanci rosso-sangue. Nell’Anno della Tigre – come chiama il 2022 sui social rifacendosi all’oroscopo cinese – Jovanotti sembra intenzionato a rifarsi con gli interessi.

 

fonte: ilgiorno.it